sabato 5 marzo 2011

ritorno a casa

dopo quattro mesi, tornerò a casa!

i fiori di Emanuele

disciplinatezza


la disciplinatezza è il carattere di chi è disciplinato
Io non so se sono una persona disciplinata, di certo diventare grandi, molto grandi come sono io, significa anche diventare disciplinati, non per scelta ma per naturale conseguenza di stile di vita e abitudini...
Vabbè, sto andando fuori tema, è che volevo parlare del fatto che mi sono data una specie di disciplina quotidiana scrivendo questo blog e che non so se riuscirò a continuare nell'impegno...
Ecco, l'ho scritto!
In realtà me lo aveva suggerito il mio amico Alessandro vedendo le tante foto che producevo, soprattutto quelle sulla mia città, Milano e che ogni tanto pubblicavo su  facebook.
E' che credevo fosse più semplice, invece non è così scontato avere qualcosa da scrivere e pubblicare ogni giorno,  con cognizione di causa ma soprattutto con il dubbio che quello che io credo interessante  possa esserlo anche per un pubblico eterogeneo a me sconosciuto!
Di certo è un buon allenamento per la mente  e per la fantasia.
Forse dovrei essere meno esigente con me stessa, ma sono sicura che se lasciassi perdere per un qualsiasi motivo, ne troverei molti altri per giustificarmi in seguito e non scrivere più!
Quindi devo resistere!
La difficoltà credo stia soprattutto nel fatto che  un blog alla fine diventa  una sorta di diario in quanto raramente ci sono commenti o scambi di opinioni, quindi poco stimolante. E' come se scrivessi per me stessa, che non è male ripeto, è un ottimo esercizio,   che però a  lungo andare credo si indebolirà fino  a spegnersi. Perché qualcosa di vitale è qualcosa dove c'è scambio, no?
Bisogna essere pazienti, di questo mi rendo conto, perchè di blog ce ne sono milioni  e sicuramente molto più interessanti di questo, però la mancanza di raffronto raffredda sicuramente...
Se non lo avete capito, mi piacerebbe leggere anche voi, soprattutto le critiche o le disapprovazioni ma anche dei suggerimenti o qualsiasi altra cosa!
:o)


venerdì 4 marzo 2011

Il buongiorno del mattino

Appena tornata dopo aver visto questa commedia diretta da Roger Michel, con un cast notevole ed un ritmo davvero incalzante.


La protagonista è Rachel McAdams, nel ruolo di una produttrice televisiva che ne passa di cotte e di crude per riportare in alto gli ascolti e non far chiudere il suo programma dal sempre slanciato e dinoccolato Jeff Goldblum. Energetica, positiva ed instancabile la giovane Becky si ritrova a dover fare da negoziatore tra due attempati giornalisti capricciosi ed incontentabili:  Harrison Ford  e Diane Keaton.
Il film si snoda proprio intorno ai litigi e alle ostilità tra i due conduttori concludendosi in un finale abbastanza scontato e prevedibile.
Io adoro le commedie, ma questa andrebbe sicuramente accorciata nella sua prima parte.
Il secondo tempo è stato indubbiamente più movimentato e meno monotono del primo ma i due grandi protagonisti sono ormai troppo e sempre uguali a loro stessi: Harrison Ford è invecchiato terribilmente e mantiene quelle due espressioni da Indiana Jones bisbetico  per tutto il film, mentre Diane Keaton sempre molto bella e in forma mantiene quelle due espressioni che ormai ho visto e rivisto in tutti i film che ha fatto in questi ultimi anni, un po' urlante e troppo impostata.
La protagonista mi è piaciuta, molto brava!
Che dire? Nella seconda parte ho riso, ma se la cartina di tornasole rispetto al gradimento di un film fosse il rivederlo o no, il mio giudizio sarebbe di non rivederlo!
Harrison Ford poi per me è stato un mito,  Blade Runner e Guerre Stellari li conosco a memoria, non ho più idea di quante volte li abbia visti e di quanto non mi stanchi di rivederli!
Mi sarebbe piaciuto ricordarlo un po' meno infiacchito e più attore!


giovedì 3 marzo 2011

visioni periferiche

 Oggi ho vagato nella periferia nord-ovest di Milano, zona sconosciuta per me, infatti mi sono persa parecchie volte. Devo dire però che tutti quelli ai quali ho chiesto informazioni sono stati gentili e disponibili, quasi tutti ragazzi molto giovani.
Ho circumnavigato il punto di arrivo doppiando i chilometri reali che avrei potuto fare!
Al mio arrivo ho trovato cantieri in costruzione e auto abbandonate con le gomme a terra,
delle gran belle auto abbandonate!


I container parlavano di Messico, ma avrei potuto essere in molte zone del pianeta, zone periferiche di grandi centri urbani con pedane e bancali di legno accatastati accanto a grandi contenitori pieni di ferraglia e a piramidi di lunghissimi cilindri di ferro.


Strani luoghi le periferie...ogni volta che mi ci ritrovo provo ad immaginare una possibile esistenza in un luogo tanto desolato e triste e mi chiedo come possano fare a resistere e continuare a vivere così ai margini,
tutti gli individui che le popolano...
Senza dubbio possiamo parlare di "Resistenza" e non di vita e senza dubbio sarebbe bello che anche le zone lontane dal centro avessero una propria dignità e una propria  bellezza.



mercoledì 2 marzo 2011

Biliardino

Chi di noi non ha giocato per interi pomeriggi a biliardino?
Nei bar, o al mare, con il tavolo in pendenza e il sole addosso?
 

Ne ho visto uno oggi, ridotto davvero male, con le teste dei calciatori decapitate, con i  colori ormai sbiaditi e le impugnature divelte, ma sempre funzionante, pronto per una nuova sfida!
Ho scoperto che ha quasi cento anni questo gioco e che non ha subito quasi nessuna modifica sostanziale in tutto questo tempo. Con i suoi giocatori, metà rossi e metà blu ha sfidato per anni tutti noi che non sapevamo resistere passandoci accanto e se avevamo qualche soldo in tasca ci tiravamo su le maniche, inserivamo il gettone e tiravamo la leva, non senza contare le palline, che naturalmente erano sempre meno!
Mi piaceva stare in porta...non sono mai stata molto brava, ma mi è sempre piaciuto molto giocare con quegli strani omini di plastica fusi al ferro!!

geometrie di campi arati

lunedì 28 febbraio 2011

com'è triste Venezia!

Sarò impopolare sicuramente, ma a me,  Venezia mette tristezza. Sarà colpa dell'acqua o del fatto che devo andarci a tutti i costi perché mia madre vive al Lido da un po' di anni, ma a me mette addosso una strana  e incontrollata malinconia. Forse è colpa della troppa acqua, quell'acqua ferma  verde scuro, di quell'odore a volte forte di umidità e di ristagno. Saranno  i vaporetti, i tempi di spostamento lunghissimi e forzati, questo sentirsi dentro un mondo quasi irreale e molto, molto teatrale, dove tutto sembra una rappresentazione per turisti: le gondole e i gondolieri agghindati per la loro parte, i barconi con le merci fermi agli attracchi per scaricare, i motoscafi con le famiglie ricche di turisti che posano sorridenti per l'ennesima foto ricordo! Tutto come da copione, come dentro una commedia di fine settecento. Il Carnevale poi è spettacolo nello spettacolo, commedia nella commedia e il desiderio forte è sempre quello di scappare, di tornare sulla terraferma!!


domenica 27 febbraio 2011

Il Colonnello





In una tenda di pelli di capra, a venti chilometri a sud di Sirte, il 7 giugno 1942 nasceva Mu'ammar Gheddafi, figlio di due poveri beduini nomadi analfabeti.
Fu la guida ideologica del colpo di stato che il primo settembre 1969 portò alla caduta della monarchia filo-occidentale del re Idris.
Dittatore libico, autoproclamatosi colonnello dopo la salita al potere nel '69 è il più giovane capo di Stato del mondo a soli 27 anni.
L’odio-amore degli americani per Gheddafi è speculare a quello di Gheddafi per gli italiani. Dopo averci cacciato come coloni il raìs ci richiamerà infatti subito come tecnici e imprenditori, mantenendo il nostro Paese come suo primo partner commerciale. 
Un ipocondriaco che non si muove mai senza  la sua infermiera bionda con la quale ha una relazione , che fa uso di botulino ed è un appassionato ballerino di flamenco. Famoso per i suoi ritardi e per la sua megalomania ha cercato di  voler piazzare la sua tenda beduina insieme a cavalli e cammelli persino a Central Park.
Naturalmente gli fu rifiutato!!


settimana della moda


...era vicino ad un giardino, sdraiato sulla striscia di sole che batteva sul muretto di una villa in pieno centro, tranquillo, cicciottello, sicuro di se, con un collare verde con campanellino dorato, simpatico socievole, libero ma senza voglia di scappare, insomma, un vero gatto, un gatto di quelli che non devi chiudere e tenere d'occhio, ma indipendente e responsabile al quale apri la porta per uscire e poi per rientrare. Si è fatto fotografare senza paura, grattandosi le orecchie e la testa sulla pietra ruvida del muro di recinzione, sfilando avanti e indietro come un vero ed esperto modello...Siamo nella settimana della moda, no? Grazie gatto!