venerdì 21 ottobre 2011

la morte di Gheddafi segna la fine di un regime

Dopo quarantadue anni di dittatura la Libia riuscirà ad avere  un governo più libero e democratico?





giovedì 20 ottobre 2011

Margherita Sarfatti



Margherita Grassini Sarfatti nasce nel 1880 a Venezia da una nota famiglia israelita  dell'alta borghesia.
Giovane socialista e alfiere dell'arte moderna.
Ebbe un rapporto ambiguo con l'ebraismo: orgogliosa delle proprie origini da un lato,
dall'altro distaccata dal punto di vista religioso.
Nel 1899 sposò Casare Sarfatti, militante socialista  con il quale nel 1902 si trasferì a Milano
dove conobbe  Filippo Turati, Anna Kuliscioff e Benito Mussolini.
Dall'incontro con Mussolini nascerà una simpatia  che si trasformerà in un vero e proprio rapporto clandestino.
Il loro amore rimarrà segreto perchè  entrambi sposati.
Sarà lei a trasformare il maestro elementare nel futuro Duce.
Mussolini la ripudierà nel  momento in cui non vorrà essere più legato ad un'ebrea.
Nel 1909 conosce Boccioni e in quegli anni il suo salotto milanese diventa il centro dell'avanguardia artistica del movimento futurista: Marinetti, Carrà, Boccioni, Russolo,
 ma anche Wildt e Arturo Martini, Sironi, Funi e Tosi.
Nel 1922 fonderà insieme ad Achille Funi,  Pietro Marussig, Mario Sironi, Ubaldo Oppi ed altri artsti il Gruppo  Novecento,
le cui opere furono esposte per la prima volta alla galleria Pesaro di Milano nel 1923.

Umberto Boccioni - Margherita Sarfatti

A causa della sua adesione al fascismo alcuni artisti si allontanarono non condividendo il progetto della Sarfatti di contribuire alla nascita dell'arte fascista,
tuttavia alla successiva mostra del 1926 aderirono tutti i maggiori artisti italiani.
Fuggirà in Uruguay nel 1938 a causa delle leggi razziali e rientrerà in Italia nel 1947.
Morirà al "Soldo", la casa sul lago di Como nel 1961.


Adolfo Wildt -Margherita Sarfatti

mercoledì 19 ottobre 2011

ombre




Ombre che raccontano
e che raddoppiano
Ombre che disegnano
e che cospirano
Ombre che ci fanno ridere
o  ci spaventano
Ombre diurne
o misteriosamente oscure
Solide come scomposizioni cubiste
Delicate come trine
che si proiettano allungandosi
in un gioco di bianco e di nero
di nero e di bianco
di bianco e di nero
di nero e di bianco
di bianco e di nero

martedì 18 ottobre 2011

Timo Bortolotti

Canzone marinara 1936



Chi non vorrebbe avere un padre che ritraesse la propria figlia in un momento tanto bello
di spensieratezza e di canto?


Ed è quello che fece Timo Bortolotti immortalando la figlia Alba in un momento di intensa e affettuosa intimità.