venerdì 14 gennaio 2011

la perlina

La Perlina

oggi al mercato di Largo Quinto Alpini

La melanzana mini Perlina o Baby melanzana pesa mediamente 35 grammi con buccia sottile e forma allungata. Cresce sotto il sole della Sicilia, nella zona ragusana di Comiso, Vittoria e Santa Croce Camerina. Il suo colore è violaceo, di un viola chiaro tendente al verde. Quindici centimetri di dolcezza senza semi, ha polpa compatta e la si cuoce in tempi brevissimi. Cresce a grappoli.

Usata dai grandi chef siciliani come Pino Cuttaia chef e patron del ristorante «La Madia» di Licata (AG).
Ecco la ricetta del suo «Cannolo di melanzana perlina con capelli d’angelo croccanti, ricotta, pomodoro, scaglie di ragusano e olio al basilico». Perlina e capelli d'angelo
Ingredienti: 150 g di capelli d’angelo; 1 melanzana; 4 melanzane perlina; 500 g di ricotta; 1 cucchiaio di Ragusano grattugiato; 1 tuorlo d’uovo; basilico, sale e pepe; scaglie di Ragusano; amido di mais; 5 g di zafferano.
 Per la salsa di pomodoro: 500 g di pomodoro ramato; 1/2 cipolla; 50 g di basilico; olio extravergine; 100 g di miele; 4 spicchi d’aglio in camicia.
Per l’olio al basilico: 2 dl di olio extravergine; 1 mazzetto di basilico.
Preparazione: Tagliare le melanzane a fette sottili, infarinarle nell’amido di mais, avvolgerle intorno ad un cannolo in alluminio e friggerle in olio abbondante.
A parte, fare un soffritto con cipolla, basilico e la restante melanzana tagliata a cubetti; quando tutto è appassito aggiungere la ricotta e cuocere per 10 minuti, poi sale e pepe.
Frullare con il cutter, mettere il tuorlo d’uovo e il formaggio grattugiato. Riempire i cannoli di melanzana con il composto ottenuto. Nel frattempo pelare e friggere le melanzane perline, con le quali si copre il cannolo farcito che va poi avvolto nei capelli d’angelo sbollentati in acqua con zafferano. Passare i cannoli in forno a 200° C, finché la pasta diventa croccante.
Per la salsa di pomodoro: Soffriggere la cipolla, aggiungere il basilico, il pomodoro a pezzi, l’aglio e il miele, cuocere per 20 minuti e passare al colino cinese.
Per l’olio al basilico: Frullare le foglie di basilico con l’olio e passare al setaccio.
Per la presentazione del piatto: Versare un po' di olio al basilico sul piatto, poggiarvi i cannoli di melanzana croccanti, poi il pomodoro, le scaglie di ragusano e guarnire con basilico fresco.







fuori stagione


http://www.marco-ostini.com/index.htm

giovedì 13 gennaio 2011

Bella come una lampada industriale!!



SPLUGEN BRAU

Lampada a sospensione disegnata da Achille Castiglioni nel 1964 per la birreria Splugen Brau di Milano (adesso distrutta)


eccola! birreria Splugen Brau di Corso Europa a Milano...anni '60...

Chi accumula libri, accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant'anni.          

martedì 11 gennaio 2011

natura morta

le nature morte sono un'altra mia grande passione, sia in fotografia che in pittura, ma questa volta servirà solo da suggerimento per un libro di uno scrittore giapponese naturalizzato britannico, Kazuro Ishiguro, che con il suo titolo bene si abbina alla verdura in questione. I notturni sono composizioni musicali ispirate alla notte, spesso tranquilli e lirici,  a tratti malinconici e qualche volte piuttosto pessimisti. Così come i cinque pezzi di questo romanzo, cinque storie un po' notturne e oscure, ciniche e ambivalenti, surreali.
Non è forse surreale una verdura che cresce ricurva, al buio, sotto le gelate invernali?

Stasera Gobbi!

Sembra strano lo so, eppure anche se assomiglia al sedano, appartiene alla famiglia del carciofo. E' un ortaggio difficile da coltivare il cardo.
E' un ortaggio invernale.
 I suoi gambi piuttosto duri e di sapore amarognolo, per limitare l'amaro, devono essere coltivati il più possibile in assenza di luce che li rende chiari e candidi (imbiancamento) e deve subire l'effetto delle gelate invernali che li renderà più teneri.
I gambi devono essere bianchi e compatti senza tracce di verde, altrimenti saranno duri e amari. Quelli che tendono ad aprirsi non saranno più molto freschi!
Ha pochissime calorie il cardo, sazia ed è ricco di calcio, potassio e sodio.
Per conservarlo si può tenerlo appeso.
Pulizia e pulitura del cardo richiedono molto tempo. Si eliminano le coste più esterne dure e filamentose e si lavano e tagliano a pezzi le altre lasciandole in acqua acidulata perchè non anneriscano.
Il Gobbo, come viene chiamato in Toscana è in realtà una varietà di cardo più tenera e dolce che è possibile consumare anche cruda o in pinzimonio.
Il cardo gobbo deve il suo nome alla coltivazione a cui viene sottoposto, infatti il gambo viene piegato e posto sotto terra. Il cardo di suo non crescerebbe gobbo! Ma quando la pianta a metà settembre viene messa sottoterra in una buca ampia e  adagiata di fianco  piegando le foglie con attenzione perchè non si spezzino e viene ricoperta  da dieci, venti centimetri di terra, dipende dal freddo che fa e la si lascia lì, viva e prigioniera, nel buio della terra che la protegge dal gelo, ecco che i cardi si sforzano di liberarsi e protendersi verso la luce e così facendo si gonfiano e incurvano ingobbendosi.
Il buio interrompendo la fotosintesi clorofilliana li renderà così bianchi e teneri. Dopo circa un mese di interramento i cardi verranno finalmente liberati!!
Nella mia ricetta di "Cardi al forno alla Toscana"  i gambi vengono bolliti in acqua salata con l'aggiunta di un cucchiaio di farina e succo di limone fino a raggiunta cottura. Scolati e lasciati raffreddare in uno strofinaccio per assorbire l'acqua rimasta saranno poi ripassati in padella con del burro e successivamente disposti in una pirofila con besciamella e parmigiano grattugiato. Il piatto sarà pronto dopo circa trenta minuti di forno a 200 gradi.

Insieme al tartan, il cardo è forse il simbolo che identifica maggiormente gli scozzesi, e oggi lo si vede usato per contraddistinguere come scozzesi una serie di prodotti, servizi e organizzazioni. Una leggenda racconta che un manipolo di guerrieri scozzesi stavano per essere sorpresi nel sonno da un gruppo di vichinghi invasori, e si salvarono solo perché uno degli attaccanti mise un piede nudo sopra un cardo selvatico. Le sue grida diedero l'allarme e gli scozzesi, risvegliati, sconfissero come di dovere i danesi. In segno di ringraziamento la pianta fu chiamata Guardian Thistle (cardo protettore) e venne adottata come simbolo della Scozia.
Non esiste alcuna testimonianza storica che sostenga questa leggenda, ma qualunque siano le sue origini, il cardo è stato un simbolo scozzese importante per più di 500 anni.

lunedì 10 gennaio 2011

"massaggia il messaggio"

SPIN DOCTOR è l'autore di raggiri o il manipolatore di parole o notizie. Consiglieri e portavoce di uomini politici e, a volte, gli uomini politici stessi.
"Massaggiare il messaggio" è uno dei compiti dello spin doctor e cioè estrarre il meglio da qualsiasi situazione in cui sia implicato il suo committente, fornendo ai giornalisti una versione "aggiustata" di un evento o di una notizia.
Spin Doctors è invece un gruppo americano di funk-rock/alternative rock di New York che raggiunse una certa notorietà nel 1992 con due singoli: Two Princes e Little Miss Can't Be Wrong...http://www.youtube.com/watch?v=18rZVVTIpFY

Mick Jagger allo Spazio Forma di Milano




Dagli scatti degli anni Sessanta ai ritratti di oggi. La Fondazione Forma dedica una retrospettiva a uno dei miti del rock e alle sue metamorfosi. In mostra fino al 13 febbraio anche i volti dei visitatori che hanno incontrato Marina Abramovic al MoMA di New York, fotografati da Marco Anelli

Trasgressivo, sfrontato, sexy. Mick Jagger è la rock star per definizione. Quella che ha attraversato quarant'anni di storia della musica e ancora sa stregare dal palco le platee. A lui la Fondazione Forma a Milano dedica la retrospettiva Mick Jagger. The Photobook che inaugura giovedì 2 dicembre e dura fino al 13 febbraio 2011. 70 ritratti realizzati dai fotografi che, dall'inizio della sua carriera a oggi, lo hanno incontrato e hanno "fermato" con i loro scatti le sue metamorfosi.

Si parte dagli anni Sessanta, con Goodwin, Mankowitz e Périer, per proseguire con le sperimentazioni di Cecil Beaton, che si diverte utilizzando diverse situazioni e scenografie per le tante sessioni di posa; infine si arriva ai ritratti più recenti di Annie Leibovitz, Karl Lagerfeld, Anton Corbijn, Mark Seliger e Bryan Adams. Gli scatti ripercorrono non solo la storia del leader dei Rolling Stones – con la sua fisicità e la bocca, diventata il simbolo dalla band -, ma sono un vero e proprio spaccato sulla storia del costume, del ritratto, e sull'evolversi dell'estetica del rock.

Nelle stesse date, sempre alla Fondazione Forma, si può visitare anche un'altra esposizione, Marco Anelli. Nel tuo sguardo. 716 ore, 3090 occhi - Ritratti alla presenza di Marina Abramovic. Gli scatti sono stati realizzati tra il 6 marzo e il 31 maggio 2010, quando Marco Anelli ha seguito Marina Abramovic durante la sua performance The Artist is Present al MoMA di New York.

domenica 9 gennaio 2011







E se il frutto proibito dell'Eden fosse il cedro?

Niente foto oggi ma riposo e riordino della casa. Devo ancora imparare a rivolgermi a qualcuno che non sia me stessa. Provo un po' di imbarazzo e mi sembra stupido e senza interesse quello che scrivo. Trovare l'argomento, il modo di parlare e di interessare qualcuno. Mi devo concentrare su questo.
Ho comperato un grande cedro di più di mezzo chilo proveniente da Cosenza.
L'agrume sacro si coltiva infatti essenzialmente in calabria, lungo il litorale tirrenico che va da Praia a Mare a Cetraro. La più importante varietà prende il nome dal comune di Diamante (Cosenza): si chiama, infatti, "Liscia" o "Diamante".
Santa Maria del Cedro è la cittadina del cosentino nota come la capitale del cedro nel mondo
Prima di giungere da noi, questa pianta era stata coltivata in Grecia e soprattutto in India e nelle zone dell'Himalaya, delle quali si ritiene sia originaria.
Ho scoperto che viene usato molto nell'industria farmaceutica per la produzione di olio essenziale. E' una pianta antichissima ed ha caratteristiche simili al limone.
Importantissimo nella celebrazione delle ricorrenze religiose ebraiche, indispensabile  per i festeggiamenti del Sukkoth, la festa delle Capanne o dei Tabernacoli, altrimenti conosciuta come festa del Raccolto, che commemora l'attraversamento del deserto degli Ebrei per raggiungere l'attuale Israele.
Ha dato piacevoli risultati in gastronomia, soprattutto nella cucina calabrese oltre che per la preparazione di bevande, cedrate, e di canditi.
Ricco di vitamina C, depura il sangue e previene patologie cardiovascolari, svolge attività antitumorale e ostacola l'assorbimento dei grassi in eccesso. Disinfettante e  antibatterico, attenua i dolori articolari e rafforza le difese immunitarie.
Franco Galiano, scrittore, drammaturgo e poeta, svolge lavoro di promozione e divulgazione del Cedro calabrese nel mondo attraverso saggi, pubblicazioni e conferenze  è Presidente dell'Accademia Internazionale del Cedro. Secondo il professor Galiano il cedro è da ritenersi "il cibo delle sirene" citando la leggenda che racconta come le Sirene abitanti le acque tra Palinuro e la Riviera dei Cedri, consumassero, a guisa di cibo rituale il cedro ricevuto in dono dai marinai più giovani ed avvenenti di quei luoghi, dopo aver elargito loro sensuali e dolcissimi favori.
"Pianterò cedri nel deserto, acacie, mirti ed ulivi..." così Isaia, il profeta della consolazione e della speranza, indica nel cedro, accanto all'ulivo simbolo della pace e della fratellanza, il simbolo della dignità e della bellezza, che adornerà la terra irrigua e fertile di Israele.
Eccomi qua, sono una fotografa dilettante ma molto appassionata. Un po' invadente a volte, ma solo per cercare quello "scatto perfetto" che raramente si riesce a fissare.
Vivo a Milano e mi piace fotografarla, scoprirla e raccontarla attraverso le immagini.
Comincerò con la mia città.