sabato 26 febbraio 2011

venerdì 25 febbraio 2011

dolce o salato?

that is the question!

Non saprei proprio come sopravvivere senza pizza, senza mozzarella, senza formaggi...
        
Io non ho dubbi, anche se mangio cioccolato ogni giorno preferisco il salato!!

E voi?








giovedì 24 febbraio 2011

grazie dei fiori



Ranunculus

e il Marocco?

Marrakech

L'ondata di rivolte che stanno dilagando sull’Africa settentrionale cominciano a preoccupare anche il Marocco, l’unica monarchia dell’area del Maghreb. Qui la situazione è ancora sotto controllo, ma il cugino del re Mohamed VI, il principe Mulay Hichan, afferma dalle pagine di El País che la calma è solo apparente e temporanea: «Quasi tutti i sistemi autoritari risulteranno investiti dall’ondata di proteste – spiega – e il Marocco non sarà un’eccezione. Bisogna ora vedere se la contestazione sarà solo sociale o anche politica».

mercoledì 23 febbraio 2011

FOtoGrafando


fotografando io riesco a fondermi con quello che mi circonda
 a dimenticare
fotografando traccio le linee e le forme ideali che attraversano la mia mente e il mio occhio
e mi abbandono
fotografando passo attraverso un mondo di gioco e di libertà
e torno innocente
fotografando riesco a fissare un momento privato per sempre
e non lo abbandono
non lo abbandono fino alla prossima magia

quando l'Italia giocava a carte e dormiva poco

 Chi ha la testa riflette, chi non ce l'ha chiacchiera. (da Amori neri‎, Theoria, Roma, 1985)

Oreste Del Buono, Alfonso Gatto e Vittorio Sereni
nella redazione di "Milano Sera".
 Oreste del Buono
toscano dell'isola d'Elba, milanese d'adozione, è stato un grande intellettuale italiano, eclettico e dal carattere furioso e vivace ma di sicuro speciale, molto speciale. 
Critico, giornalista, consulente editoriale, è stato anche un
 grande traduttore di Gide, Flaubert, Wilde e Maupassant. Con la  sua produzione letteraria esordì nel 1945 con "Racconto d'inverno" a cui seguirono "La parte difficile" (1947), "Facile da usare" (1962), "La terza persona" (1965), "I peggiori anni della nostra vita" (1971) "Amori miei" (1985), "La vita sola" (1989). Sono comunque solo questi alcuni titoli delle tante opere prodotte da Del Buono ultima delle quali, nel 1995, è stata "Amici, amici degli amici, maestri".
Dal 1971 al 1981  è direttore della rivista Linus attraverso la quale fece conoscere in Italia i fumetti dei Peanuts di Charles Schulz.
 Pare che andasse a letto alle otto di sera e s'alzasse alle due di notte, si mettesse al tavolo e lavorasse sino all'alba, per concedersi un breve pisolo prima di ricominciare.

«Il mio dormir poco sta diventando quasi un titolo accademico. L’altro giorno mi ha persino telefonato Piero Angela per invitarmi a una sua Serata Quark sull’insonnia. Mi sono sentito onorato, ma ormai non ho più l’età per andare in tv. Certe mattine, quando mi faccio la barba, mi spavento da solo. A ogni modo, non avrei avuto da dir troppo. Io non soffro d’insonnia, semplicemente, a un certo punto della mia vita, ho cominciato ad aver meno sonno e ne ho avuto sempre meno. Ma questo non ha costituito un dramma per me. Avevo avuto l’esempio dei miei genitori che sono morti in tarda età e non dormivano più. Quando io dormivo normalmente e li andavo a trovare all’Elba, in qualsiasi momento mi svegliassi la notte, erano lì in cucina a schiccherare caffè e parlare. Così non mi sono angosciato, e, invece di restare a letto a fingere con me stesso di dormire, o a compiangermi perché non mi riusciva di riprender sonno, ho cominciato a impiegare il mio tempo libero a far quel che mi piaceva di più. A passeggiare per la città che anni fa non era ancora tanto pericolosa la notte o a leggere i libri che nessuno mi imponeva di leggere, ma che mi andava di leggere. Tra questi, una grande scoperta: Le frontiere della notte di Murray Melbin, pubblicato nel 1988 dalle edizioni di Comunità. Il suo incipit mi è diventato più caro di quello della Recherche proustiana: “A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: ‘Mi addormento’. E, mezz’ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava...” (traduzione di Giovanni Raboni). Recitava, infatti, l’incipit de Le frontiere della notte: “Il tempo è un contenitore che stiamo riempiendo in modo nuovo, con periodi più lunghi di veglia nell’arco delle ventiquattr’ore...”



martedì 22 febbraio 2011

potare la vite



Io non so com'è giusto tagliare quando si pota la vite, ma taglio, seguo l'istinto e penso che male di certo non gli farà!
A me invece , potare la vigna, con l'aria mite di fine febbraio e il sole addosso fa bene, indubbiamente, sicuramente, indiscutibilmente bene.
Respiro  a fondo e mi godo la bellezza della natura che mi circonda
e taglio e raccolgo e porto i tralci tagliati in un grande mucchio che diverrà un falò quando avremo finito il nostro lavoro.
E' una vecchia vigna e non produce quasi più nulla, ma a primavera, quando spuntano rigogliosi i pampini è di un verde tanto vivace e brillante che poche altre piante riescono ad imitarla!
Mi piace il verde di quelle foglie grandi, con grandi nervature e con la forma a cuore. 


lunedì 21 febbraio 2011

El Grinta

"Puoi trattare con la gente per bene, non con le bestie come Chaney".

Jeff Bridges
 Ieri ho visto Il Grinta dei Coen dall'omonimo romanzo di Charles Portis, remake del famoso film del 1969 "True Grit" con il quale John Wayne vinse l'unico Oscar della sua lunga carriera.
Premetto di non aver visto il vecchio film o comunque di non ricordarmelo, ma credo che i fratelli Coen, dei quali sono una fan da sempre, abbiano fatto un bellissimo lavoro.
Una storia avvincente, pulita e coraggiosa. Tre attori al massimo delle loro prestazioni, con un'esordiente attrice quattordicenne che secondo me è la vera protagonista del film.
E' lei che ci cattura, il suo coraggio, la sua decisione, la sua testardaggine nel voler vendicare la morte del padre.
Per quanto bravissimi, Jeff Bridges e Matt Damon arrivano dopo, in modo eccellente naturalmente, ma dopo di lei...
Complimenti Hailee!!

Hailee Steinfeld

da vedere!

street art

domenica 20 febbraio 2011

cucina ebraica

cous cous vegetariano



Ieri sera cena al ristorante Re Salomone, cucina ebraica. Era la prima volta per me e devo dire che le recensioni non sbagliavano, è davvero molto buona.  Seguendo i suggerimenti  trovati sul web, da chi di cucina ebraica se ne intende, abbiamo cominciato con un antipasto degustazione. Sapevamo già che si trattava di diverse salse accompagnata da falafel e verdure. Salsa di sesamo, salsa di ceci, salsa di melanzane. Le ho trovate una più buona dell'altra. E i falafel davvero squisiti, avrei fatto sicuramente il bis!!
Come piatto principale abbiamo scelto un cous cous vegetariano: anche in questa preparazione sono stati i ceci  l'ingrediente principale. 
Buonissimo.
Naturalmente eravamo troppo sazi per assaggiare anche le loro carni che vengono rigorosamente cucinate e preparate secondo la tradizione ebraica. 
Il tutto accampagnato da un Cabernet Sauvignon israeliano potentissimo e molto fruttato.
Credo avesse 13°!
Vorrei proprio tornarci, mi sono divertita!!

falafel e salse