venerdì 29 luglio 2011

Incroci di frutta


Il kiwi giallo
proviene dalla Nuova Zelanda
ed è un incrocio di due varietà di Actinidia Chinensis, provenienti dalle diverse zone della Cina, selezionato per la prima volta nel 1977
Ha poca peluria, è di colore giallo tenue ed è più dolce di quello verde
Ha un retrogusto di frutti tropicali,
soprattutto mango e melone


Chissà, forse la nostra mente associa inevitabilmente un sapore ad un frutto,
magari ci vorrà tempo,
ma io continuo a preferire il vero kiwi, quello verde e leggermente aspro!

giovedì 28 luglio 2011

Bruce Chatwin, un grande viaggiatore


"La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada.
La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”.
B. Chatwin
Siamo vicini alle vacanze anzi, qualcuno è già in vacanza  e mi ritrovo spesso, in questo periodo, a pensare a Chatwin e al suo straordinario modo di viaggiare.
Io naturalmente non ne sarei capace ed è per questo che ne sono così affascinata.


Viaggiare...ognuno di noi ha il proprio modo, i propri limiti e gusti
ma raramente siamo dei veri viaggiatori
siamo piuttosto dei turisti
più o meno curiosi, più o meno interessati,
ma pur sempre turisti poco inclini ad avvicinarci ad osservare con attenzione, ad uniformarci,
ad essere quasi degli "infiltrati"
a spostarci e sostare per lungo tempo.
Non entriamo quasi mai in intimità con il luogo visitato,
lo attraversiamo velocemente rubando quello di cui abbiamo bisogno
ma arricchendo poco la nostra anima.

Ma il viaggio, per Chatwin, aveva soprattutto un senso molto più profondo. Era una sorta di spostamento reale accompagnato da un viaggio interiore che ne raddoppiava la valenza. Un'infiltrazione d'"altrove". Un viaggio che implica un cambiamento. Un rito d'iniziazione che permette di accrescere la propria esperienza vitale e di innalzare la propria anima: di andare sempre un po' più in là. Chatwin, nei suoi scritti, tracciava delle piste, delle linee di fuga che aprono il lettore a nuovi spazi.

mercoledì 27 luglio 2011

Estate mite e fresca



Sta piovendo in questo momento a Milano
ed è un'estate davvero insolita quella di quest'anno
Niente aria condizionata
niente vestitini e abiti troppo leggeri
sembra quasi una primavera inoltrata
E lo so che molti potrebbero uccidermi per quello che sto per dire,
ma io la trovo bellissima!
Certo al mare o in montagna la situazione è più complicata.
Un'amica mi ha detto che vicino a Belluno hanno dovuto accendere il riscaldamento
e oggi in Trentino c'erano dodici gradi!
Ma per chi rimane in città è davvero piacevole.
A parte oggi, il cielo dei giorni scorsi era sereno e terso come non mai
Le nuvole correvano veloci, bianchissime
e la città ormai abbastanza vuota ci apriva le braccia concedendoci anche un parcheggio sotto casa!
Che dire?
La pioggia no, non tutti i giorni almeno,
ma quest'aria e questa temperatura sono davvero da montagna!
Che bello!!


martedì 26 luglio 2011

Paul Auster - INVISIBILE



In queste settimane leggo ininterrottamente e così vi racconto di libri...
Oggi ho letto tutto d'un fiatto "Invisibile" un romanzo di Paul Auster,
scrittore statunitense classe 1943.
Non lo conoscevo, è la mia prima lettura di questo scrittore
e se ieri ero sicura e decisa nell'elogiare Irene  Nemirovsky e il suo meraglioso "Il calore del sangue",
oggi mi sento abbastanza indecisa e confusa.


"Invisibile" è una storia  indefinibile.
non è un thriller e non è un romanzo d'amore,
direi che oltre che indefinibile è inafferrabile ed enigmatico.
Non c'è una verità, ma Austen lascia a noi lettori il verdetto finale.
E' sogno e realtà che si mescolano
e che a tratti turbano.
Mi è piaciuta la costruzione della storia così a ritroso,
la narrazione attraverso la lettura di un  manoscritto e le pagine di un diario.
E' il libro nel libro.
Ma i personaggi non si fanno amare, sfuggono
ed il male si insinua e sporca le loro vite.
L'ho trovato per certi aspetti un romanzo
cupo ed oscuro,
dove anche il sesso finisce nell'incesto 
e il sapore che ci resta addosso è aspro e spiacevole.




lunedì 25 luglio 2011

Il calore del sangue



per fortuna questo sangue non ha niente a che fare con quello spietato e folle della strage norvegese,
è un sangue metaforico
è un sangue che sviluppa calore  e che brucia dentro una passione incontrollabile,
è vita e giovinezza, non morte
è tormento febbrile
in una scrittura senza imperfezioni, senza difetti,
che ti trascina dentro una storia troppo breve e che avrei voluto non finisse.

Non conoscevo Irene Nemirowsky
eppure adesso ho voglia di correre a comprare altri suoi libri
per non lasciarla, per non lasciare le sue parole...
Scrittrice intensa,
leggera e profonda insieme
ci prende per mano e ci accompagna a ritroso lungo la storia di una vita
dove "nessuno merita un'ammirazione così fervida. Così come nessuno merita di essere giudicato in modo troppo sprezzante"
Bellissimo!

domenica 24 luglio 2011

Xenofobia - «l'uso del terrorismo come mezzo per risvegliare le masse» ?

Oslo


Da wikipedia::
La xenofobia  è la paura di ciò che è distinto per natura, razza o specie. A volte questo atteggiamento non si ferma alla semplice paura ma sfocia in una vera e propria intolleranza e discriminazione nei confronti dell'oggetto della propria paura.



Behring Breivik, ha ucciso 92 persone

 l’attentatore che è stato subito fermato, era un dipendente in un’azienda agricola che gli ha dato accesso al fertilizzante alla base dell’esplosivo costruito. Arrestato venerdì scorso, al termine della carneficina nell’isola di Utoya, starebbe collaborando dopo aver confessato: afferma di voler essere ricordato come il più grande mostro dopo la Seconda Guerra Mondiale, e il premier norvegese gli dà già atto perché questa strage è la peggiore dal 1945.
Il tutto era pronto da due anni, si legge nel memoriale di Breivik, un manifesto di estrema destra e islamofobico con l’ultimo intervento che risale a tre ore prima dell’attentato.

Era necessario, dice Breivik nel suo memoriale redatto in lingua inglese: serviva i cavalieri e i giustizieri, combatteva i marxisti e gli islamici. Tutto il documento era stato inviato ad un parlamentare dell’estrema destra norvegese, Terhi Kiemunki: lo riporta un quotidiano di Helsinki, Iltalehti. Nel documento viene spiegato precisamente come l’unico modo valido per intervenire sia il terrorismo, che servirà a risvegliare le masse: 1500 pagine di terrore nel suo Declaration of Independence.