giovedì 28 luglio 2011

Bruce Chatwin, un grande viaggiatore


"La vera casa dell'uomo non è una casa, è la strada.
La vita stessa è un viaggio da fare a piedi”.
B. Chatwin
Siamo vicini alle vacanze anzi, qualcuno è già in vacanza  e mi ritrovo spesso, in questo periodo, a pensare a Chatwin e al suo straordinario modo di viaggiare.
Io naturalmente non ne sarei capace ed è per questo che ne sono così affascinata.


Viaggiare...ognuno di noi ha il proprio modo, i propri limiti e gusti
ma raramente siamo dei veri viaggiatori
siamo piuttosto dei turisti
più o meno curiosi, più o meno interessati,
ma pur sempre turisti poco inclini ad avvicinarci ad osservare con attenzione, ad uniformarci,
ad essere quasi degli "infiltrati"
a spostarci e sostare per lungo tempo.
Non entriamo quasi mai in intimità con il luogo visitato,
lo attraversiamo velocemente rubando quello di cui abbiamo bisogno
ma arricchendo poco la nostra anima.

Ma il viaggio, per Chatwin, aveva soprattutto un senso molto più profondo. Era una sorta di spostamento reale accompagnato da un viaggio interiore che ne raddoppiava la valenza. Un'infiltrazione d'"altrove". Un viaggio che implica un cambiamento. Un rito d'iniziazione che permette di accrescere la propria esperienza vitale e di innalzare la propria anima: di andare sempre un po' più in là. Chatwin, nei suoi scritti, tracciava delle piste, delle linee di fuga che aprono il lettore a nuovi spazi.

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