giovedì 3 febbraio 2011

l'importanza delle parole

ma perchè entriamo su facebook? cosa cerchiamo? cosa troviamo...
Siamo a casa da soli di fronte ad un monitor e ad una tastiera e comunichiamo con i nostri "amici virtuali".
Già, virtuali, perchè non li vediamo, non li sentiamo, non ci accorgiamo dei segni del tempo sui loro volti. L'avatar che ognuno di noi si costruisce è di solito quel che vorremo essere o che ci piacerebbe essere, ma quasi mai quello che si è davvero.
Le foto scelte sono  quelle nelle quali ci troviamo più curati e anche più sorridenti, gli interessi che elenchiamo sono sempre degni di attenzione e gli album delle vacanze non lasciano intravedere mai i segni di arrabbiature o di ritardi di voli  o di  camere d'albergo con vista su qualche cavedio...
E' la versione patinata della nostra vita, il lato migliore, quello delle passeggiate a cavallo o delle cene tra amici che sembra si stiano divertendo da morire, o quello della spiaggia con la sabbia più bianca nell'ultimo viaggio di natale.
E non lo dico con polemica, non trovo ci sia niente di male in tutto questo, anche perchè in qualche modo mi ci ritrovo anch'io. E' solo un'analisi, una mia personale analisi di questo mezzo straordinario che è internet.
La rete ci permette di imparare e di comunicare. Forse superficialmente, ma di comunicare e di apprendere. Ogni giorno. Su molti argomenti. Credo che facendo una media, solo il 5% tra tutti gli amici virtuali sia in contatto con noi, il resto è un popolo di dormienti, di assenti o di coloro che leggono ma non partecipano.
Io con i miei cinque amici però riesco a scambiarmi molto di più di un link musicale o di una battuta sull'oroscopo. Alcune amiche che sono lontane è come se non lo fossero e riesco a non perderle, anzi, a volte, usando  le parole scritte per raccontarci ci aiutiamo anche a far chiarezza su quanto si descrive.
Le mie fotografie, che mi divertono e mi appassionano, non sarebbero viste da nessuno, così come le conchiglie di Alfonso o le foto provocatorie di Carlo, i Link tecnologici di Alex o quelli esoterici di Margherita, le batture salaci di Danilo e le notizie d'arte di Monica. Le ballerine di Claudia e il teatro di Daniela, i cuori di Caterina e la musica di Wanda ( che è solo l'amica di una'amica e che mai incontrerò!), l'ironia di Antonello mio compagno di liceo.
So che questo mezzo ha azzerato le distanze, so che mia figlia è stata parecchi mesi in Australia ma io la vedevo e la sentivo ogni giorno e non mi sono accorta della lontananza  anzi, ho avuto la percezione di dedicarle molto più tempo di quanto non facessi quando era a casa.
So che il mondo comunica in tempo reale tra un emisfero e l'altro, dall'Alaska al Polo Sud, mentre da noi è giorno e dall'altra parte è notte fonda, che le notizie viaggiano in simultanea con gli accadimenti e che poco o nulla non passa attraverso la rete.
So che le parole erano e resteranno il veicolo dei nostri pensieri e del nostro sentire.
Usiamole nel modo giusto.
Questa è una costante essenziale in un universo mutante.
 Tocca a noi adesso, noi possiamo scegliere.

2 commenti:

  1. Bel post, Elide! Scrivi molto bene, è un piacere leggerti.
    (e grazie della citazione ;-) )

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